NASCITA DEL G.R.S. E DEL MUSEO – 3^ parte   Leave a comment


GRUPPO RICERHE SPELEOLOGICHE
“Edouard Aldred  Martel”
via Campania
C  A R  B  O  N  I  A

 

09.05.1992

3^ parte

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PERCHE’ UN MUSEO DI FOSSILI A CARBONIA?

 (Giorgio Secci)

Perchè un museo didattico di paleontologia a Carbonia? 
Per   sopperire  alla carenza  di  strutture culturali, formative  e  scolastiche in un ambiente dove abbondavano  fino  a non molto  tempo  fa, e  forse  ancora abbondano,  ‘collezionisti’  dalla preparazione specifica alquanto lacunosa,  spinti  ad interessarsi  al fossile  come mezzo  di  ‘tornaconto economico’  (?)  o come merce di scambio per altre ‘collezioni’. 
In  una  società dove  tutto  viene monetizzato  anche   la paleontologia non poteva che restare coinvolta! 
L’amore   per   la natura,  lo  spirito d’osservazione  e, principalmente, la curiosità che  fa sorgere interrogativi  sul  perché delle cose,  sembra essere divenuto cosa di poco conto. D’altra parte, le preziose testimonianze del  nostro  passato ci  sono  utili per  dare  concretezza ad una storia che, per noi, in verità sempre sa di fantastico. 
Siamo certi di non esagerare quando affermiamo di  vivere in un  territorio  che è  un  vero  e  proprio microcosmo.  Esso contiene, infatti,  quasi tutti i momenti essenziali documentabili della storia geologica della nostra terra.
 Certamente amiamo a tal punto il nostro ambiente naturale che le   nostre    affermazioni   possono  apparire  dettate
da  eccessivo entusiasmo,  ma  è  a questa fede che  abbiamo attinto per tanti  anni fino ad arrivare alla realizzazione di questo museo didattico:  proporre una  traccia  per  imparare ad  esaminare,  leggere e  conoscere  il territorio. 
Ecco,  in  breve sintesi,  il  motivo per cui è nato questo museo. Ecco perchè si tratta di museo ‘didattico’.
 Quanti siano i musei didattici naturalistici oggi in Sardegna nessuno è in grado di dirlo. In realtà è assai difficile orientarsi fra istituzioni statali, musei civici, raccolte di  enti  vari,  collezioni private e non. Il risultato è che esistono nell’Isola un certo numero di “Musei naturalistici” celati non  perchè  i proprietari, pubblici o privati, intendano tenerli nascosti, ma perchè manca l’informazione, la sensibilità e, molto  spesso, i mezzi per proporre al pubblico la loro stessa esistenza. 
Uno di questi è stato, per quasi  vent’anni, il Museo che il Gruppo  Ricerche Speleologiche “E. A. Martel” di Carbonia ha
ospitato, ed ospita, nella sua sede sociale, a poche decine di metri dal civico Museo Archeologico di Villa Sulcis. Museo didattico nato, allora con pochi ma pregiati esemplari, fra il 1970 e il 1971, come raccolta naturalistica di vario
genere  che man  mano col  passare degli anni e col maturare delle esperienze si è sempre più specializzato ed arricchito. 
Sono attualmente in fase di riorganizzazione la sezione Speleologica  in senso stretto e quella Speleobiologica, mentre ormai è in via di definitivo consolidamento la sezione Paleontologica, della quale in questo momento parliamo. 
Nei primissimi anni ’70 i Soci del G.R.S. ritennero opportuno creare   una   prima raccolta  a  scopo divulgativo,  principalmente indirizzata agli allievi delle scuole medie e superiori del territorio, oltre  agli aspiranti speleologi che frequentavano i vari corsi annuali organizzati dal Gruppo. 
Il  primo  nucleo, opera  di   Mario Di   Stefano,   venne successivamente ampliato dai “giovani Soci” del G.R.S., con reperti non solo paleontologici  e speleologici,  ma anche archeologici con alcune ossa umane, fitti litici e manufatti  ornamentali.  Per  detti  reperti archeologici,  grazie all’opera  dell’allora giovanissimo autore della presenta nota ed ai consigli, sempre ponderati,  dell’allora Ispettore Onorario all’Archeologia  Sig.  Vittorio Pispisa, si chiese ed ottenne l’autorizzazione  alla   custodia degli   stessi   da parte   della Sovrintendenza alle Antichità di Cagliari. 
Fu sempre grazie all’opera di campagna dei “giovani Soci” che la  raccolta  paleontologica  si  arricchì  di una cospicua raccolta di brecce ossifere tratte dalle grotte del territorio sulcitano. 
A partire dagli anni ’80  la  collezione  di  fossili aumentò notevolmente  in  volume e qualità, quando lo scrivente donò al G.R.S.  la  propria intera  collezione paleontologica  di  oltre cinquecento esemplari, riguardanti   -praticamente-  tutti i periodi geologici che abbiano interessato l’Italia e la Sardegna. 
Le collezioni del Museo Didattico di Paleontologia del Gruppo Ricerche Speleologiche, varie volte  -ma saltuariamente-  esposte al pubblico,  vennero fra il 1983 e il  1992 esposte  in  diverse  mostre locali e   regionali,   non ultima quella   del 1985 promossa dalla Amministrazione Provinciale di Cagliari e dal Comune di Carbonia. 
Numerosissime sono state nel  tempo le esposizioni in sedi di altri  Gruppi Speleologici Sardi, in occasione di ricorrenze, di mostre speleologiche o di convegni. Grazie a successive donazioni si è infine giunti  all’attuale situazione  che permette, anche grazie all’interessamento del Comune di Carbonia (che  ha  messo a  disposizione   una ventina   di   teche), l’esposizione  di circa  700  esemplari fra  i più rappresentativi ed interessanti dell’intera storia geologica Sarda ed  Italiana. 
Altro materiale resta per il  momento  ancora  imballato per mancanza  fisica di spazio, ma poichè crediamo che le cose maturino col maturare delle esperienze   e non   in   modo artificiale,    siamo fiduciosi  che  domani verrà trovata  adeguata sistemazione  anche  per questi esemplari, con vantaggio di tutti, dei giovani in special modo. 
Ognuna, od ogni gruppo di vetrine,  racchiude  esemplari di corrispondente  periodo  geologico, già dal precambrico, ed in ciascuna di esse viene indicato di quale periodo si tratti, mentre ogni campione ha la sua etichetta di identificazione con relativo nome scientifico. 
Le  vetrine  sono disposte  e  ordinate cronologicamente in funzione dell’era,  del  periodo, della  serie  e del  piano  a cui risalgono i fossili in essa esposti. Diversi  disegni  originali, in  colore  o bianco  e  nero,  Autore  con la  -“A maiuscola”-   Sig.   Ruggero   Soru (uno dei “giovani Soci”!),  adornano  le pareti e illustrano gli habitat in cui gli esemplari in questione vivevano, mentre  piccole teche in qualche angolo racchiudono qualche particolare campione. 
A  parte vengono descritti i più rappresentativi esemplari di ciascuna delle vetrine del museo.

09.05.1992
Giogio Secci

Pubblicato 11/01/2008 da lelledistefano in Geologia

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